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Fontana del Mosè

Fontana del Mosè, mostra dell’Acquedotto Felice

Fontana del Mosè, mostra dell’Acquedotto Felice

La fontana del Mosè in piazza San Bernardo, fu eretta tra il 1585 ed il 1589 quale mostra terminale dell’acquedotto Felice, voluto da papa Sisto V (1585-1590), al secolo Felice Peretti, da cui prese il nome.

Autore: Giovanni Fontana, Domenico Fontana.
Datazione: 1585-1589.
Materiali: travertino, marmo, stucco.

La fontana di mostra ripropone la forma di un arco trionfale a tre fornici ed è realizzata in travertino, marmo e stucco. Quattro colonne di marmo colorato poste su alti stilobati segnano le aperture di tre nicchioni: in quello centrale è collocata la colossale statua del Mosè opera di Prospero Antichi (not. 1578 ca. -1591) e Leonardo Sormani (not. 1550 ca.-1590) che la ultimò. Nei nicchioni laterali si trovano gli altorilievi che illustrano episodi biblici relativi ad Aronne (a sinistra) con le sculture di Gian Battista della Porta (1542-1597), e a Gedeone (destra) con le sculture di Pietro Paolo Olivieri (1538-1605) e Flaminio Vacca (1538-1605).

Alla base dei nicchioni l’acqua sgorga da una finta scogliera in marmo cipollino nelle vasche ornate in origine da quattro leoni antichi in porfido e marmo provenienti rispettivamente dal Pantheon e dal Laterano, sostituiti nel 1850 con altri in marmo bardiglio, realizzati da Adamo Tadolini (1788-1868). La fontana è cinta alla base da una balaustra in travertino, realizzata al tempo di Pio IV (1559-1565) per il cortile del Belvedere in Vaticano e qui riutilizzata.

Al di sopra delle colonne corre un cornicione che riporta le date di realizzazione dell’opera (1585-1587) e l’altissimo attico in cui si trova la lunga iscrizione commemorativa sovrastata dallo stemma pontificio sorretto da due angeli. Completa la costruzione una croce in rame dorato, elemento presente in tutte le “fabbriche notabili” costruite da Sisto V.
Tra gli interventi di manutenzione e restauro della mostra si ricorda quello di Tadolini nel 1850-1851. Il restauro effettuato tra il 1987 e il 1989 ha restituito al monumento la cromia originaria, rispettata anche nell’ultimo intervento di manutenzione realizzato nel 2010-2011.